|
'La Ricerca Infinita' di
Nadia Mistretta
'In Riva al Fiume' di Mita Riotto
'La Sorgente' di Ines Manzoli
Styles
'Alba Calda' di Luigi Omiccioli
'Avevo Raccolto Tutto...' di Max
Mazzoli
'Notalgia del Fumo (Vesuviano)'
di Luigi Forni
'Un Foglio' di Gabriella Andronico
'La
Ricerca Infinita' di Nadia Mistretta
Ti cercano
dovunque
Nelle
strade
Nelle
piazze
Ogni angolo
percorrono
Tra gli
alberi e sui mari
Tra i
cassetti
Tra i
danari.
Cercan
tutti tra la gente
Gli uni e
gli altri
Con
speranza
Chi con
fede
Chi con
rabbia.
Poi
bisbigliano
Poi gridano
Fanno mille
congetture.
Non ti
trovano e s’arrabbiano
Si
infuriano
Si
rassegnano alla fine
Per poi
dopo ritornare
Alla
ricerca senza posa.
Dove sei
felicita’?
Io ti vedo
Ti ho
trovata
Sei qui
intorno a passeggiare
Tanto
eterea tanto esigua
Che nessuno
mai ti scorge.
Solo,
l’animo leggiadro
Ti
intravede tra i pensieri
Ti
corteggia
Ti
conquista
A braccetto
ti conduce
Per la sua
tortuosa via.
Poi piu’
saggio ti saluta
Ti sorride
nel ricordo
Mentre
lieta ti allontani.
Sapra’
ancora ritrovarti
in un volto
In una
storia.
'In Riva al Fiume' di Mita Riotto
Arrivavo
correndo
con le gote
arrossate
oppure
camminando
pensierosa
a testa
bassa.
Raggi di
sole
impigliati
tre i capelli
riccioli di
bimba
morbidi e
spettinati.
La radice
del pioppo
era il mio
trono
il fiume
dinanzi
era il mio
vecchio amico
che mi
parlava con saggezza.
Non vi
erano persone
ne’ case,
ne’ automobili
solo il
verde degli alberi
il marrone
della terra
l’azzurro
del cielo
le
trasparenze dell’acqua.
Appartenevo
a quel posto
con tutto
il mio essere
di quella
quiete si inebriava
tutta la
mia anima
e solo
laggiu’
mi sentivo
libera.
'La
Sorgente' di Ines Manzoli Styles
Un
pomeriggio afoso d’agosto
‘ho sete’
dissi.
No, non
gradivo quell’acqua di ghiaccio
che mi
avevano offerto,
desideravo
l’acqua pura di fonte
che sapevo
mi costava fatica.
Ricordavo
il piccolo sentiero
sul fianco
della montagna
dove i
fiori appassiti di tante stagioni
formavano
un soffice tappeto.
M’incamminai,
ma la’ dove
una volta correvo
e saltavo
come un capriolo
ora
stentavo i passi.
Ecco la
meta. Entrai nella piccola grotta
che per me
era come un tempio.
Lasciai
fuori l’afa
e mi
immersi in quel dolce refrigerio.
Le pareti
della grotta
coperte di
capelvenere
brillavano
di mille gocce d’acqua
che
sembravano diamanti.
Come su di
un’ara
gorgogliava
la piccola sorgente
che veniva
da chissa’ quanto lontano.
Anch’io ero
venuta da lontano
per
rivederla e dissetarmi ancora
dopo tanto
tempo.
Ricordi?
Attingevo
alla tua acqua in silenzio,
con
riverenza e con la testa china
e poi
tornavo al casolare
con la
conca greve,
ma con la
testa alta come una regina.
Ora forse
nessuno viene piu’ da te,
forse il
cacciatore stanco
o il cane
smarrito,
forse la
timida lepre
o il
cinghiale impetuoso,
ma tu del
mio mondo agreste
sei uno dei
ricordi piu’ belli.
Addio
piccola sorgente!
'Alba Calda…' di Luigi Omiccioli
Alba calda,
profumo di pini.
La luce
accarezza, morbida,
i gialli e
i rosa della citta’,
le
sensazioni di una notte
di fresca
allegria.
Sei entrata
danzando
un’altra
notte, era aprile,
e la musica
suona ancora.
Scrivo,
e il treno
s’allontana veloce
verso il
nostro prossimo incontro.
Righe
brevi,
da girare
con il primo caffe’
dietor
dell’anima.
'Avevo
Raccolto..' di Max Mazzoli
Avevo
raccolto tutto di te
in questo
mio cuore tirocinante -
quanti
sogni e impronunciate speranze
per un
semplice insillabato addio.
Avevo
misurato le tue ciglia,
preso nota
dei tuoi piccoli nei,
calcolato
gli abissi dell’attesa,
disegnato
le mappe del tuo corpo.
Avevo
assimilato le tue voci
e
perseguito ogni sensazione
per questa
mia anima principiante.
Credevo
poter essere pronto a tutto
e invece mi
hai trovato impreparato
per un
beffardo inaspettato lutto.
'Nostalgia del Fumo
(Vesuviano)' di Luigi Forni
Quando il
Vesuvio fumava
ero un
bambino.
Seguivo dal
terrazzo
i ghirigori
neri e densi
che
s’impennavano nel cielo.
Carrozzelle
trainate da ronzini
portavano
gli amanti
sulla
collina di Posillipo.
Scugnizzi
vocianti esaltavano
le cozze e
le lumache
del Borgo
marinaro.
Il trillo
dei mandolini
rallegrava
i vicoli
e la
grancassa del ‘pazzariello’
tuonava nei
giorni di festa.
Oggi il
Vesuvio si adegua
al divieto
di fumare
nei luoghi
pubblici.
Il suono
delle canzoni
si e’
dissolto nell’aria
e i
bagliori della camorra
hanno
sostituito
i fuochi di
Piedigrotta.
Sparite le
carrozzelle,
gli amanti
disertano Posillipo
mentre sul
lungomare
adolescenti
spacciano droghe.
Ricordi
traditi si accavallano
nella
memoria del giramondo.
Esprimono
profonda nostalgia
del fumo
(vesuviano).
'Un Foglio'
di Gabriella Andronico
Un foglio
bianco o a righe
che
importanza ha;
il foglio
e’ li’
silenzioso,
aspetta.
Il suo
silenzio e’ talmente forte
che ti
fanno male le orecchie;
gli occhi
non vogliono vedere
quel
silenzio cosi’ grande.
Ma dove
sono andati
tutti i
tuoi pensieri?
Le voci che
ti affollano la mente
quando il
foglio non e’ li’ con te?
Quando vedi
il vento tra le foglie,
quando
senti il canto di un merlo,
quando
senti il calore del sole?
Oggi non
sei piu’ sola,
c’e’ un
foglio con te;
ti chiama,
ti cerca, grida
usami,
USAMI!
Non ce
l’hai fatta.
E tu
aspetterai si essere di nuovo sola,
senza un
foglio. |