'Il Ladro e La Signora', l'ultimo lavoro teatrale del Gruppo Escape in Art, nelle immagini di Salvatore Mancuso (www.smphotonewsagency.com)

teatro e letteratura Italiana a Londra dal 1998

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IV^ Concorso di poesia 'Escape in Art' - Londra 2005

con il patrocinio dell’ambasciatrice Donna Sandra Aragona

Poesie menzionate ex-aequo dalla giuria:

 

'La Ricerca Infinita' di Nadia Mistretta

'In Riva al Fiume' di Mita Riotto

'La Sorgente' di Ines Manzoli Styles

'Alba Calda' di Luigi Omiccioli

'Avevo Raccolto Tutto...' di Max Mazzoli

'Notalgia del Fumo (Vesuviano)' di Luigi Forni

'Un Foglio' di Gabriella Andronico

 

 

'La Ricerca Infinita' di Nadia Mistretta

 

Ti cercano dovunque

Nelle strade

Nelle piazze

Ogni angolo percorrono

Tra gli alberi e sui mari

Tra i cassetti

Tra i danari.

Cercan tutti tra la gente

Gli uni e gli altri

Con speranza

Chi con fede

Chi con rabbia.

Poi bisbigliano

Poi gridano

Fanno mille congetture.

Non ti trovano e s’arrabbiano

Si infuriano

Si rassegnano alla fine

 Per poi dopo ritornare

Alla ricerca senza posa.

Dove sei felicita’?

Io ti vedo

Ti ho trovata

Sei qui intorno a passeggiare

Tanto eterea tanto esigua

Che nessuno mai ti scorge.

Solo, l’animo leggiadro

Ti intravede tra i pensieri

Ti corteggia

Ti conquista

A braccetto ti conduce

Per la sua tortuosa via.

Poi piu’ saggio ti saluta

Ti sorride nel ricordo

Mentre lieta ti allontani.

Sapra’ ancora ritrovarti

in un volto

In una storia.

 

 

 

'In Riva al Fiume' di Mita Riotto

 

 Arrivavo correndo

con le gote arrossate

oppure camminando

pensierosa

a testa bassa.

Raggi di sole

impigliati tre i capelli

riccioli di bimba

morbidi e spettinati.

La radice del pioppo

era il mio trono

il fiume dinanzi

era il mio vecchio amico

che mi parlava con saggezza.

Non vi erano persone

ne’ case, ne’ automobili

solo il verde degli alberi

il marrone della terra

l’azzurro del cielo

le trasparenze dell’acqua.

Appartenevo a quel posto

con tutto il mio essere

di quella quiete si inebriava

tutta la mia anima

e solo laggiu’

mi sentivo libera.

 

 

'La Sorgente'  di Ines Manzoli Styles

 

Un pomeriggio afoso d’agosto

‘ho sete’ dissi.

No, non gradivo quell’acqua di ghiaccio

che mi avevano offerto,

desideravo l’acqua pura di fonte

che sapevo mi costava fatica.

 

Ricordavo il piccolo sentiero

sul fianco della montagna

dove i fiori appassiti di tante stagioni

formavano un soffice tappeto.

M’incamminai,

ma la’ dove una volta correvo

e saltavo come un capriolo

ora stentavo i passi.

 

Ecco la meta. Entrai nella piccola grotta

che per me era come un tempio.

Lasciai fuori l’afa

e mi immersi in quel dolce refrigerio.

Le pareti della grotta

coperte di capelvenere

brillavano di mille gocce d’acqua

che sembravano diamanti.

 

Come su di un’ara

gorgogliava la piccola sorgente

che veniva da chissa’ quanto lontano.

Anch’io ero venuta da lontano

per rivederla e dissetarmi ancora

dopo tanto tempo.

 

Ricordi?

Attingevo alla tua acqua  in silenzio,

con riverenza e con la testa china

e poi tornavo al casolare

con la conca greve,

ma con la testa alta come una regina.

 

Ora forse nessuno viene piu’ da te,

forse il cacciatore stanco

o il cane smarrito,

forse la timida lepre

o il cinghiale impetuoso,

ma tu del mio mondo agreste

sei uno dei ricordi piu’ belli.

 

Addio piccola sorgente!

 

 

 

'Alba Calda…' di Luigi Omiccioli

 

Alba calda, profumo di pini.

La luce accarezza, morbida,

i gialli e i rosa della citta’,

le sensazioni di una notte

di fresca allegria.

Sei entrata danzando

un’altra notte, era aprile,

e la musica suona ancora.

Scrivo,

e il treno s’allontana veloce

verso il nostro prossimo incontro.

Righe brevi,

da girare con il primo caffe’

dietor dell’anima.

 

 

 

'Avevo Raccolto..' di  Max Mazzoli

 

Avevo raccolto tutto di te

in questo mio cuore tirocinante -

quanti sogni e impronunciate speranze

per un semplice insillabato addio.

 

Avevo misurato le tue ciglia,

preso nota dei tuoi piccoli nei,

calcolato gli abissi dell’attesa,

disegnato le mappe del tuo corpo.

 

Avevo assimilato le tue voci

e perseguito ogni sensazione

per questa mia anima principiante.

 

Credevo poter essere pronto a tutto

e invece mi hai trovato impreparato

per un beffardo inaspettato lutto.

 

 

 

'Nostalgia del Fumo (Vesuviano)' di Luigi Forni

 

Quando il Vesuvio fumava

ero un bambino.

Seguivo dal terrazzo

i ghirigori neri e densi

che s’impennavano nel cielo.

 

Carrozzelle trainate da ronzini

portavano gli amanti

sulla collina di Posillipo.

Scugnizzi vocianti esaltavano

le cozze e le lumache

del Borgo marinaro.

Il trillo dei mandolini

rallegrava i vicoli

e la grancassa del ‘pazzariello’

tuonava nei giorni di festa.

 

Oggi il Vesuvio si adegua

al divieto di fumare

nei luoghi pubblici.

Il suono delle canzoni

si e’ dissolto nell’aria

e i bagliori della camorra

hanno sostituito

i fuochi di Piedigrotta.

Sparite le carrozzelle,

gli amanti disertano Posillipo

mentre sul lungomare

adolescenti spacciano droghe.

Ricordi traditi si accavallano

nella memoria del giramondo.

Esprimono profonda nostalgia

del fumo (vesuviano).

 

 

 

'Un Foglio'  di Gabriella Andronico

 

Un foglio bianco o a righe

che importanza ha;

il foglio e’ li’

silenzioso,

aspetta.

Il suo silenzio e’ talmente forte

che ti fanno male le orecchie;

gli occhi non vogliono vedere

quel silenzio cosi’ grande.

 

Ma dove sono andati

tutti i tuoi pensieri?

Le voci che ti affollano la mente

quando il foglio non e’ li’ con te?

 

Quando vedi il vento tra le foglie,

quando senti il canto di un merlo,

quando senti il calore del sole?

 

Oggi non sei piu’ sola,

c’e’ un foglio con te;

ti chiama, ti cerca, grida

usami, USAMI!

 

Non ce l’hai fatta.

E tu aspetterai si essere di nuovo sola,

senza un foglio.

 

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