teatro e letteratura Italiana a Londra dal 1998

 

per visualizzare correttamente gallerie fotografiche e filmati, dovete installare Adobe Flash Player, disponibile gratuitamente alla seguente pagina: http://www.adobe.com/products/flashplayer/

 

Search the web Search www.escapeinart.com

"..Vampiro Compreso", l'ultimo lavoro teatrale del Gruppo Escape in Art.

"dopotutto" organizza un'altra serata di poesia italiana a Londra, il 16 dicembre 2011 presso il Poetry Cafe', dettagli sulla prima pagina, sezione Concorsi Letterari. quì in basso!

Dicembre 2006 a cura di Pino Ferrara

il presente racconto é stato pubblicato su 'La Voce degli Italiani', anno LVII, n.1149/dicembre 2006

 

Incontro al parco in tempo di Natale 

-  Posso?

-  Certo. E’ tutto libero. Mah… cosa ci fai qui?

-  Cerco di riposarmi un poco. Sono stanco. Alla mie eta’, con tanta strada da fare  e con tanto peso.

.- Capisco… Ma perche’ lo fai? Voglio dire, chi te lo fa fare?

 - I bambini. I bambini me lo fanno fare. Non posso sottrarmi, li deluderei. Quelli piccoli, quelli che ancora non sanno e ci credono. Quelli piu’ grandicelli, no, quelli hanno capito, ma fingono di crederci ancora. Con loro e’ una specie di gioco. Ancora per qualche anno. Poi anche  loro saranno dalla perte dei grandi.

- Cosa c’entrano i grandi?

- Come cosa c’entrano? Sono loro che mi costringono a fare quello che faccio. Sono loro che mi hanno inventato. Sono loro che dicono ai piccoli di aspettarmi, sono loro che mi dicono cosa portare.  Alla fin fine, sono loro che comprano, che pagano, facendomi apparire generoso. Ma io ci debbo essere perche’ sono la tradizione, cio’ che non si vede ma ci deve essere.

- Compito difficile, credo.

- Niente affatto. Alla fin fine,  si prendono tutti in giro, fingono di crederci, lo fanno credere ai bambini e mi caricano  della cattiveria dei ricatti. ‘Se non sei buono glielo dico e non ti faccio portare niente.’ Ed il bambino mi teme. Invece non dovrebbe temermi. Mi rispetta solo perche’ io dovro’ portargli qualcosa, ma non mi ama. Anche nelle lettere che mi scrivono, mica c’e’ amore, o qualche parola buona o di simpatia o di stima. Nooh! Solo ‘voglio’. Qualche volta ‘vorrei’, ma niente di piu’. Che ne so, magari due righe per giustificare la richiesta. Nulla!. ‘Vorrei’. ‘Voglio’. Ed il brutto e’ che non posso fare niente per…aiutarli ad essere meno…aridi. Io dipendo dai grandi, da quelli che mi usano come una minaccia. Non ci posso far niente. I soldi li hanno loro, e quindi..’ Io, lo sai, sono povero in canna. Anzi io non eisto. Sono una fantasia, un ‘esistente non vivente’.

- Mi sembri depresso.  Dai l’impressione che non sei contento della situazione.

- E’ vero, non sono contento. Mi hanno creato attorno una struttura..commerciale che mai avrei voluto. Sarebbe stato cosi’ semplice restare..semplici. Macche’, mi hanno complicato la vita e mi hanno reso triste. Ricordo quando mi chiedevano poche, pochissime cose, facili, ingenue, tenere ed era facile accontentarli. Allora i grandi erano poveri e quindi poche semplici cose erano gia’ molto. Oggi i grandi sono ricchi e le cose semplici non bastano piu’. Tutta roba che io non conosco.  Tutti mi chiedono cose che non conosco. E’ diventato ..arido anche per me.

- Ti capisco. Ci sono tante cose che anch’io non capisco. I tempi corrono ed io sono rimasto indietro.

- E’ il segno dei tempi. Tutto va cosi’ veloce oggi. Aerei che fanno il giro del mondo in mezza giornata senza mai  fermarsi, macchine che vanno a quattrocento l’ora, il TAV, il pendolino, la motocicletta.. Nessuno che abbia pensato a darmi una mano. Nessuno che abbia pensato  a sollevarmi dalla fatica di viaggiare con una slitta. Io vecchio di eta’ secolare. Non ti dico l’eta’ vera perche’ non la so neanch’io. Non lo so quando mi hanno inventato. Nessuno  che abbia pensato a questo povero vecchio. Sono diventati troppo egoisti. Lo sai? Lo sai perche’ spendono piu’ di quanto hanno in questa occasione? Per dare una mano a loro stessi. Per liberarsi del loro egoismo, dei loro sensi di colpa. Egoismo perche’ hanno piu’ di quanto necessitano e mai, dico mai, che pensino di dare una mano a chi ha meno. Non dico tanto, ma qualche moneta, qualche vestito smesso, un giocattolo rotto. Niente, non ci pensano. E pensare che  chi ha bisogno passa sempre loro accanto! Ma gli egoisti si girano dall’altra parte. Poi arrivano questi tempi, mettono le luci in strada, suonano le campane ed il loro senso di colpa viene fuori. Allora si risveglia il desiderio di dare, di mettere l’egoismo a tacere, anzi a pensare di liberarsene, donando. A chi ha gia’! A chi non ha bisogno. Mica ai disgraziati che dormono per strada o che rubano per mangiare, o  che soffrono il freddo. Nooh! Agli amici, ai conoscenti, alla famiglia. E gli altri?  Niente!. Che si arrangino, che ci pensi lo Stato o qualche prete pazzo che vive  con la miseria dei miseri. Poi c’e’ la scusa dei bambini. Bisogna farli felici. Donando tanto, tanto, tanto. Tante cose che non servono, che i bambini guardano appena o una sola volta,. In cambio di tutto il tempo che non riescono a dar loro, poveri bambini. Alla fine sono loro, i bambini, che vengono truffati ancora una volta dai grandi. Questi si liberano dai sensi di colpa, donando, ed  ai bambini passano il messaggio sbagliato che  basta scrivere una letterina  e, zac! si puo’ ettenere tutto. O quasi. E mi hanno fatto complice di questo scempio.

- Non te la prendere. Ci puo’ essere di peggio nella vita.

- Peggio di questo? Mah! E tu? Cosa ci fai qui tutto solo? Il giorno non e’ bello, non c’e neanche il sole…

- Io? Beh.. io non ho niente da fare.

- Perche’ non te ne stai in casa? I tuoi anni li hai anche tu e con questo tempo corri il rischio di prenderti un malanno.

- Certo. E non e’ il momento giusto per  prendersi un malanno. I tempi non lo permettono. Puoi rovinare la festa a tutti.

-  Lo vedi? Allora perche’ non vai a casa?

-  Perche’ sono triste.

- Bravo e chi non lo e’ alla nostra eta’?’ Eppoi, perche’ sei triste? -   - Perche’ sono solo.

- Non hai famiglia?

- Ce l’ho, ma e come se non ci fosse.

- Perche’?

- Perche’ sono solo.

- Non ti capisco.

- Difficile da capire.

- Mi dispiace.  Vuoi essere lasciato solo?

- No.  Mi fai compagnia. Parlo con qualcuno. E’ piu’ facile parlare con persone che si incontrano cosi’. Ti siedi e aspetti e non sai chi arriva. E intanto pensi e ti viene un vuoto allo stomaco per  l’angoscia che hai dentro. Poi arriva qualcuno, come te, cominci a parlare e per un poco ti passa perche’ ti distrai. Poi il discorso prende una certa piega ed il dolore ritorna. E ti passa anche la voglia di parlare. Ti viene voglia di andartene. Via, nel vuoto, non sai dove, forse nel nulla. Magari con te, a fare le consegne.

- Quelle le devo fare da solo. Sono unico lo sai. Non sono ammessi doppioni. Solo la befana, che rimedia a certe mie dimenticanze.

- Gia’, la befana. Meno male che arriva lei e spazza via tutto. Cosi’ tutti ci diamo una calmata.  La befana eve essere un sollievo per te..

- Nulla di speciale. Solo una tregua, perche’ subito dopo si ricomincia.  Si e’ fatto tardi e devo andare. Buona fortuna.

- Posso chiederti un favore?

- Cosa?

- Posso diventare bambino per un momento e farti una richiesta?

- Tu ci credi?

-No! Ma voglio fartela lo stesso.

- Dimmi. Se posso.. sempre giocando..

- Ecco, se ti capita di vedere mia moglie, magari solo con la mente, dille che sono stanco. Quando glielo dico io non mi crede. Dille di ascoltarmi di tanto in tanto. Quando parlo si annoia o si arrabbia. E se non parlo per non farla arrabbiare, si arrabbia lo stesso perche’ non parlo. Tu lo sai.  Ti ricordi di quel nostro coetaneo che disse: ‘Quando una persona invecchia diventa saggia. E quando diventa saggia non l’ascolta piu’ nessuno’. Ecco, io sono invecchiato. E’ per questo che non mi ascolta piu’ nessuno. Ma questo non e’  un problema. Io posso anche starmene zitto. Ma non si deve arrabbiare se sto zitto. Anche lei ci segue negli anni e le e’ difficile. Forse per questo e’ quasi sempre nervosa…con me. Dille, anzi non dirglielo, se puoi faglielo solo capire, che  una parola buona vale piu’ di un regalo. Sono anni che non mi fa un regalo! Prima avevo tanti anni davanti ed aspettavo. Ora ne ho meno, sono stanco di aspettare ed ho perso la speranza. Ecco, ho perso la speranza. Non mi interessa piu’….che ci faccio qui? Faglielo solo capire, se puoi. Se glielo dici magari si arrabbia anche con te e non voglio darti fastidi.

E se ti capita di incontrare mia figlia dille che sto bene di salute, che non c’e’ bisogno che mi tratti come un vecchietto da ospizio,  lo sai come sono noh?. quelli che  non vogliono mai prendere le medicine. Falle capire che basta non urlare ed io sono contento. Che forse qualche volta posso anche dire qualcosa di sensato. Sai lei e’ giovane…

Infine se dovessi incontrare mio figlio… non dirgli niente di me.  Raccomandagli solo di  avere cura di se stesso. Ma con tatto, ti prego, perche’ …beh te lo racconto un’altra volta se ci incontriamo ancora. Me lo fai questo favore?

-Si, te lo faccio, ma scrivimi una letterina. Sai con tutte le cose che ho da ricordare, magari mi sfugge.

- Certo ti scrivero’ una letterina cosi’ non ti sfugge.

- Ciao.

- Ciao.    

 

Prima Pagina Chi Siamo Teatro & Recitals Concorsi Letterari I Nostri Amici Contattaci

©  MCMXCVIII - MMXI