'Il Ladro e La Signora', l'ultimo lavoro teatrale del Gruppo Escape in Art, nelle immagini di Salvatore Mancuso (www.smphotonewsagency.com)

teatro e letteratura Italiana a Londra dal 1998

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Luigi Lunari

Luigi Lunari è nato a Milano.

Dopo il liceo si è iscritto all'universitá frequentando la facoltá di legge. Presto peró si accorse che i codici non erano i libri che preferiva, attratto come era piú dalle arti e soprattutto dal teatro, che dai tribunali.

Finita l'universitá cominció ad interessarsi fattivamente di teatro. Non ci volle molto tempo per lui per arrivare al Piccolo Teatro, di cui divenne drammaturgo, ed a Giorgio Strehler, che Lunari ancora oggi chiama 'Il Maestro'. Sulla vita e sull'attivitá di Strehler, Lunari ha anche scritto dei libri.

Lunari é autore di saggi e di libri sulla storia del teatro, in italiano, in francese ed in inglese, lingue che conosce alla perfezione.

Ha tradotto in italiano le opere teatrali di Moliere, oltre a varie commedie di autori inglesi ed americani, da Shakespeare a Neil Simon.

Per il teatro e la televisione italiana ha scritto delle commedie, la cui principale caratteristica é la satira, sia essa dei tempi che dei costumi.

Fra le sue maggiori opere teatrali figurano 'Tre sull'Altalena' (1990) e 'Il Senatore Fox' (1980), rappresentate in molti Paesi Europei e negli Stati Uniti. Sue opere sono state tradotte anche in giapponese e rappresentate, con grande successo, in quel Paese.

Di recente ha pubblicato una 'Breve Storia del Teatro' ed una antologia di monologhi intitolata 'To be or not to be', che hanno avuto un buon successo editoriale.

In tutta questa sua attivitá teatrale, Lunari non ha mai tralasciato il suo hobby che é quello di suonare il pianoforte e la tromba.

Oltre a suonare, Lunari gioca a bridge, ma si annoia perché non si puó bluffare, non gioca a golf, non gioca piú a tennis, viaggia molto e dorme poco, cerca di mantenere una dieta, ma non ci riesce.

Lui si definisce una persona difficile, che deve sempre lasciare qualcosa o per necessitá o per scelta.

A noi del Gruppo 'Escape in Art' non ci ha mai lasciati. Anzi ci é sempre stato molto vicino e ci ha aiutati a... strapazzare le sue commedie. 'Escape in Art' infatti ha gié presentato quí a Londra la commedia 'Tre sull'Altalena'.

Luigi Lunari vive e lavora a Milano.

 

Luigi Lunari presenta 'Sotto un Ponte, Lungo un Fiume...':

Sotto un ponte, lungo un fiume...

Il website di Luigi Lunari: http://www.luigilunari.com

 

IL DRAMMA

testo di Luigi Lunari

Un’opera teatrale non dovrebbe avere bisogno di spiegazioni, o richiedere una particolare informazione. Lo spettacolo teatrale non è un libro dove vi siano note a piè pagina che illuminino di questo o di quello: durante una rappresentazione non ci si può fermare, tornare indietro, rileggere, pensarci un momento… Quello che non è colto, è perso per sempre, e il tutto si consuma – come si suol dire – “qui” e “adesso”.  Lo spettatore vede un sipario che si apre, ed assiste a una storia che gli deve essere del tutto comprensibile, perché deve contenere in sé tutto quanto è necessario alla comprensione.  Di fronte a “Riccardo II” di Shakespeare” non è necessario che lo spettatore sappia qualcosa dell’Inghilterra medievale e della questione dinastica che darà origine alla guerra delle Due Rose: c’è un re di nome Riccardo che regna, e c’è un rivale di nome Enrico che vuole strappargli la corona.  Punto e a capo.

Così,  per “Sotto un ponte, lungo un fiume…”, sarebbe per l’autore una dichiarazione di fallimento il dover fornire allo spettatore notizie e dati necessari a capire la storia narrata. Anche qui si apre un sipario, e ci troviamo “sotto un ponte, lungo un fiume”: cosa assolutamente visibile ed evidente, anche al di là del titolo. I personaggi indossano abiti che ne dichiarano subito l’epoca in cui la vicenda si svolge, dicono cose che svelano in tutta semplicità chi sono e perché sono lì, danno vita a discussioni e conflitti che precisano  la natura e il senso dei loro rapporti, vivono la loro storia fino ad una conclusione che nasce dalla coerenza  (così almeno spera l’autore) di quanto visto e sentito fino a quel momento. E anche qui – verrebbe fatto di dire – “punto e a capo”.

Qualcosa può essere detto peraltro della genesi di questo testo, per chi avesse la curiosità di sapere come un dramma si germina e cresce nella fantasia e nel mestiere dell’autore. Anche Pirandello – per fare un esempio illustre – racconta nella prefazione ai “Sei persomaggi in cerca d’autore” come e qualmente quelle sei figure gli bussassero insistentemente alla porta della mente per essere portati sulla scena e animati di vita vera.  Ma – appunto – si tratta di una notizia non necessaria: una curiosità in più che non lede minimamente la perfetta autosufficienza dei “Sei personaggi” quali lo spettatore li incontra a teatro.  Nel caso di “Sotto un ponte, lungo un fiume…” potrei pertanto dire anch’io che il tutto nasce, come altre volte mi è accaduto, da un ritaglio di giornale: una notizia di cronaca, non clamorosa più che tanto, che raccontava di un uomo, sui trenta o quarant’anni, che ad un certo punto della sua vita… Ma qui entro nel vivo della storia portata sulla scena, e l’andare oltre annullerebbe il piacere dello spettatore di scoprire da sé quello che avviene e il perché avviene.  Posso solo aggiungere che attorno a quella scarna notizia di cronaca, soggiornata e covata a lungo nella mia mente (altro procedimento che mi è abbastanza consueto), si andarono coagulando temi ed elementi di varia natura, che in qualche modo mi premevano dentro: e che – essendo io uomo del mio tempo – spero  colpiscano e coinvolgano per la loro attualità lo spettatore d’oggi.   Il quale peraltro, di fronte ai problemi sollevati, non deve attendersi delle soluzioni: poiché questo non è compito del teatro, ma semmai del politico o del sociologo o dell’uomo di scienza. All’autore sarà sufficiente – ma questa è l’ultima cosa che dico del testo – aver aperto una discussione, mettendo in tavola carte non sempre comode e gradevoli: e che del testo si possa dire che apre molti più problemi di quanti non ne risolva, e suscita molte più curiosità di quante non ne soddisfi. 

Luigi Lunari

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