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Il Cast
Vincenzo Albano
E'
al suo debutto sul palcoscenico. Ma si muove tanto bene che si stenta a
crederci. E' stata fatta un'indagine per vedere se in quel di Taranto, cittá da cui proviene, Vincenzo non abbia avuto dei precedenti teatrali o politico-affaristici
da giustificare la sua familiaritá con il ruolo che interpreta. Non é risultato nulla, e quindi bisogna dargli atto che ha delle innate doti di
attore. E' stata solo segnalata una sfrenata passione per la fotografia, per
le diapositive e per il karaté.
Vincenzo, data che questa é la tua prima
esperienza teatrale, non montarti la testa. Va bene che il mondo della City al
momento non é dei migliori, ma aspetta almeno una seconda esperienza prima di
dire a Doris che sei pronto per il grande passo: lasciare la finanza e
diventare attore professionista. Va bene che il fisico ce l'hai...
Salvatore Aloj
Totó,
come attore, sembra avviato a seguire le orme di Alberto Sordi nella
caratterizzazione di personaggi della vita italiana. Sordi lo ha fatto nel
cinema personificando l'italiano medio a partire dagli anni cinquanta. Totó lo fá in teatro rappresentando l'italiano di una certa etá, con una certa
posizione sociale, colto quanto basta, logico e navigato.
Lo abbiamo visto nei panni di un
professore razionalista ed ateo. Poi in quelli di un anziano signore che si
batte per difendere i diritti di quelli della sua etá, sorretto in questo da un
ritrovato amore giovanile.
In questa commedia caratterizza l'uomo
politico di sottogoverno con il suo cinismo, i suoi intrallazzi, i suoi
compromessi, i suoi 'scheletri nell'armadio', ma anche con un suo mondo di
sentimenti che tiene assolutamente lontano dalla politica.
Totó é assolutamente convincente e
vive il personaggio con una intensitá che genera qualche sospetto: Mariangela,
hai guardato bene nel passato di Totó?
Sul serio, Totó é un vero attore e
potrebbe calcare i palcoscenici dei migliori teatri italiani, senza nulla
concedere a quelli che lo fanno per mestiere. Totó lo fa per beneficenza ed é
per questo che é da ammirare ancora di piú.
Giulia Cambiano
Bella,
colta, intelligente, introdotta, presenzialista, un poco snob e tanta, tanta
voglia di fare qualcosa di nuovo. Questa é Giulia.
Questa volta il 'qualcosa di nuovo'
é
fare teatro. Le riesce bene, ma quanta fatica a convincerla che sulla scena si
puó essere affetuosi anche con persone che non siano Dario.
E farle dire due parolacce poi! E non
é che siano poi tanto sboccate. Ma Giulia é fatta cosí. Salvo poi lasciarsi
coinvolgere da un ruolo affettuoso si, ma anche cinico e calcolatore. Che Giulia
sia anche questo e non lo sappiamo? Giulia, ma chi sei?
Silvana Camilletti

Parlare di Silvana come attrice
é molto
facile e molto difficle allo stesso tempo. I suoi punti positivi? E' sempre
disponibile per le prove, é piena di scrupoli nel trovare la frase piú felice, l'intonazione piú appropriata, il gesto piú misurato, é tenace nel ripetere
una scena fino a quando non é certa di aver raggiunto il meglio. E', insomma,
una vera professionista.
Di negativo c'é il fatto che
é una
vera professionista in mezzo ad un gruppo di dilettanti, e la cosa risalta.
Fortunatamente ha anche il copione sempre a pezzi, le mancano i fogli, dimentica
di entrare in scena, non porge le battute di coda (quelle a cui ci si attacca
per continuare il dialogo). Altrimenti si dovrebbe parlare di perfezione.
Ma basta questo a descrivere Silvana?
Non basta. Il punto é che si corre il rischio di ripetersi parlando di lei, del
suo entusiasmo. Ecco, forse l'entusiasmo é la cosa che la caratterizza meglio.
L'entusiasmo che sa trasmettere anche agli altri. Grazie Silvana.
Vito Di Ventura

Personalitá eccentrica quella di Vito.
Riservato nella vita di tutti i giorni,
come gli impone il suo lavoro, eccentrico nella sua vita privata. Vito é pittore, poeta, scrittore (ha anche pubblicato un libro) ed ora anche attore. Il
tutto con misura, in punta di piedi, senza esporsi.
Quando gli fu chiesto di fare un provino,
disse semplicemente: 'e perché no?' e la parte fu sua. Alla terza prova Vito
aveva giá memorizzato tutto. Notevole la sua duttilitá nell'adattare, dopo, il
dialogo al personaggio. Ma che perdesse la calma una volta! Mai. Sempre attento,
sempre flemmatico, controlato. Vincenza, ma é cosi' anche a casa? Sei ben
fortunata. Vito lasciati andare un poco: come dire per una volta, smetti la
divisa e metti la giubba.
Ti vedremo ancora in scena in futuro, ne
siamo certi.
Pino Ferrara

Si occupa di teatro perché si diverte,
e perché altrimenti non saprebbe come spendere parte del suo tempo libero.
Presuntuoso, vorrebbe interpretare tutte
le parti di qualsiasi commedia in cui si imbatte. Non potendolo fare, ha smesso
di fare l'attore (una sola parte per volta!) e si é dedicato alla regia. Cosí puó vivere tutti i ruoli, soddisfacendo il suo ego. Peró si rende utile alla
causa: fa tutto per beneficenza. E questo forse consente di perdonare la sua
megalomania.
Antonio Silvestri

Un naturale irrequieto. Questa
é l'impressione che Antonio dá di se stesso quando lo si incontra per la prima
volta.
Puteolano, studia all'Istituto Nautico,
ma non diventa un direttore di macchina. Si laurea in lettere moderne, ma non
pensa di insegnare. I suoi genitori devono essere diventati matti quando Antonio
comincia corsi di Arte Drammatica e di Direzione Teatrale. 'Ma come -pensano- il
teatro! Ma a Pozzuoli abbiamo giá Sophia di celebritá, ne basta una!'. Antonio
non molla e comincia a calcare le scene. la lista delle cose che ha fatto in
teatro é lunga, ma non lo ha soddisfatto. Che avessero ragione i suoi genitori?
Arriva a Londra, ricomincia a studiare e
nel contempo cerca lavoro ed anche qualcuno che gli possa far fare del teatro,
perché il teatro fa parte del suo DNA. Come negargli una parte con i suoi
trascorsi? Oltretutto é bravo, professionale e disponibile. Niente di meglio
per uno che il teatro lo ama davvero.
Non mollare Antonio. |