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La Commedia
Soffusa da un'atmosfera romantica anni
sessanta, la commedia mostra come talvolta la superficialitá di certi mariti
possa generare situazioni e provocare fatti che potrebbero cambiare la loro vita
e quella delle persone che stanno loro attorno.
Paolo Guarnieri é un avvocato di successo
e gode di ottima stima nel suo ambiente. Ció non toglie che egli sia una
persona superficiale e pomposa, convinto che le persone, almeno quelle a lui piú vicine, debbano necessariamente ruotare intorno a lui. In modo particolare la
moglie, molto piú giovane di lui e di cui é molto geloso.
Eccetto la suocera ovviamente che, nel
prenderlo in giro chiamandolo con nomignoli a lui non graditi, lo tratta per
quello che é, e cioé un superficiale, dandogli quello che lui si aspetta.
L'avvocato questo forse lo capisce, ma non ha la capacitá di contrastare questa
suocera invadente, pettegola, maneggiona e irriverente.
Fra loro due la figura di Adriana, moglie
di Paolo. Romantica e sognatrice, forse ha sposato Paolo perche era un buon
partito o perché la madre lo ha ritenuto tale. Ma gli vuole bene e non lo
tradirebbe per nulla al mondo. Se solo lui le desse un pó del suo tempo e della
sua attenzione! Ma Paolo é troppo preso con il suo lavoro...
Adriana vive di sogni e come in un sogno
viene coinvolta in una situazione romantica che prima crede di gestire e poi le
sfugge.
Sono corna? Lei dice di si, la madre dice
di no, Paolo si rivolge ad un investigatore privato. Il seguito sará bene
scoprirlo guardando la commedia.
La morale é che certi mariti farebbero
bene a stare attenti nel dare per scontato che le mogli siano comunque fedeli e
che a loro non accadrá mai di essere traditi. Questi mariti farebbero bene a
guardarsi dentro, a guardare la propria moglie ed a creare dei rapporti di
complicitá, se proprio é difficile che siano di amore.
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L'autore: Aldo De Benedetti
Aldo de Benedetti é nato a Roma nel
1870 ed è morto nella stessa città nel 1970.
Commediografo e sceneggiatore, uno dei
più importanti esponenti del teatro d'evasione nel periodo fra le due guerre
mondiali.
Cominciò a scrivere molto giovane, sia
per il teatro che per il cinema.
Il successo gli arrise tra il 1930 ed il
'38, quando fornì un vasto repertorio agli interpreti della commedia
sentimentale (suoi lavori vennero portati in scena, tra gli attori, da Falconi,
Tofano, De Sica e Merlini).
I titoli più noti di quel periodo sono
La resa di Titi (1931), Non ti conosco più (1932), Milizia
territoriale (1933), L'uomo che sorride (1935), preludio al testo per
il quale viene ricordato: Due dozzine di rose scarlatte, scritto nel 1936
e rappresentato anche all'estero.
Di origine ebraica, le leggi razziali
del regime fascista lo obbligano al silenzio.
Dal 1938 si dedicò al cinema, anche se
il suo nome non potè comparire nelle locandine dei film.
Tornò al teatro solo dopo la fine della
guerra, con commedie di stile pirandelliano: Lo sbaglio di essere vivo
(1945); L'armadietto cinese (1947); Gli ultimi cinque minuti
(1951); Buonanotte Patrizia (1956); Il libertino (1960); Paola
e i leoni (1970).
Notevole fu la sua attività di
sceneggiatore per il grande schermo, dove si cimentò con successo nello stile
dei 'telefoni bianchi'.
La commedia Da giovedì a giovedì
è stata scritta nel 1958 e messa in scena nel gennaio del '59 al Teatro Eliseo di Roma. Interpreti principali furono Franco Volpi, Elisa Cegani, Aroldo Tieri,
Francesco Mulè.
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