teatro e letteratura Italiana a Londra dal 1998

 

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"..Vampiro Compreso", l'ultimo lavoro teatrale del Gruppo Escape in Art.

"dopotutto" organizza un'altra serata di poesia italiana a Londra, il 16 dicembre 2011 presso il Poetry Cafe', dettagli sulla prima pagina, sezione Concorsi Letterari. quì in basso!

Lettura di  LIRICHE ITALIANE

presentata dal Gruppo Escape in Art

presso la European Academy

Londra - 28 Novembre 1998

 

Un programma voluto e patrocinato dal Ministero degli Affari Esteri e dal Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali Italiani.

L’incontro si svolge nell’ambito della  mostra: “IN DIFESA DELLA LINGUA ITALIANA” 

Poesie scelte dal Prof. Mario Lunetta, Presidente del Sindacato Nazionale degli Scrittori Italiani presso il Ministero dei Beni Culturali

 

Il Gruppo

  • Silvana Camilletti

  • Massimo De Rose

  • Pino Ferrara

  • Roberto Guerrini 

Musica curata da Francesco Cinelli

Testi e presentazione di Pino Ferrara

   

Signore e Signori buona sera.

Recenti ricerche condotte a livello mondiale dicono che nel giro di cinquant'anni o poco piú, le lingue dei vari Paesi scompariranno, o saranno degradate a parlate locali, per far posto ad una o due lingue che dovrebbero accomunare tutti gli abitanti della terra.

Quali siano queste due lingue non é detto e per questa serata non ce ne interessiamo. Poiché é comunque certo che nessuna delle due sará la lingua italiana, ci interessa il fatto che, se le ricerche in questione sono  reali, la nostra lingua é destinata a scomparire o a diventare una lingua morta, come il greco antico o il  latino.

In Francia hanno preso la cosa molto sul serio, dando il via ad una serie di iniziative molto importanti per preservare la lingua francese.

Noi italiani forse non ci crediamo e fin qui non abbiamo fatto molto.

Nel poco che é stato fatto si inquadra la mostra organizzata in questa Accademia e che certamente avete visitato. Una mostra in difesa della  lingua italiana.

Il nostro Gruppo é stato invitato a dare il suo modestissimo supporto all’iniziativa, con la lettura di alcune liriche italiane del ‘900, note e meno note. La selezione é stata curata dal Prof. Lunetta del Ministero del Beni Culturali.

E’ stata scelta la lettura di poesie perché piú di qualsiasi altro mezzo la poesia é la piú alta espressione della nostra lingua.

E’ stato scelto il ‘900 perché é proprio a partire da  questo secolo che la nostra lingua ha subito i piú duri attacchi sotto forma di italianizzazione di parole straniere o mediante l’assorbimento di terminologie straniere.

Quando si parla di lingua italiana ci si riferisce anche ai dialetti, che formano parte integrale della nostra cultura.

E’ per questo motivo che nel programma sono state inserite  tre poesie dialettali. Due ve le presentiamo subito. Entrambe parlano dell’egoismo dell’uomo, della sua vanitá, del suo narcisismo.

 

Di Antonio De Curtis (in arte Totó) Massimo De Rose presenta A Livella.

 

Silvana recita La Pecorella di Trilussa.

 

L’amore é la finte di ispirazione di ogni poesia.

Amore é il titolo di questa poesia di Vincenzo Cardarelli, presentata da Massimo.

Roberto recita una sua breve lirica intitolata, appunto L’Amore.

 

L’amore é

Un  soffio di vento

Un raggio di sole

Un pugno di sabbia

Nel mare dell’infinito.

 

Dall’amore nascono tutti i sentimenti che ispirano i poeti: il dolore, la tristezza, l’incomunicabilitá, il rimpianto.

Aldo Palazzeschi guarda alla incomunicabilitá attraverso il mistero e ce lo dice con questa bellissima poesia intitolata Lo Sconosciuto, presentata da Silvana e Pino

 

Lo sconosciuto

 

L’hai veduto passare stasera?

L’ho visto.

Lo vedesti ieri sera?

Lo vidi. Lo vedo ogni sera.

Ti guarda?

Non guarda da lato.

Soltanto egli guarda laggiú.

Laggiú dove il cielo incomincia

E finisce la terra, laggiú

Nella riga di luce

Che lascia il tramonto.

E dopo il tramonto egli passa.

Solo?

Solo.

Vestito?

Di nero, é sempre vestito di nero.

Ma dove sosta?

A quale capanna?

A quale palazzo?

 

 

L’incomunicabilitá é quasi sempre preceduta da dialoghi mancati, da parole non dette, da silenzi.

I Nostri Silenzi si intitola questa poesia di Pino Ferrara, presentata da Silvana.

 

...e non c’é mai tempo.

Non c’é il tempo di stare con te

quando ne sento il bisogno.

Non c’é tempo per parlarti

perché quando lo vorrei

non siamo soli

o non ci sei.

 

Anche oggi é passato

e non c’é stato il tempo per dirti

dell’amarezza,

della solitudine che ho dentro.

E so giá che domani

sará troppo tardi

per tornare indietro.

 

Avrai accettato il mio silenzio

come una muta approvazione

per ció che é stato,

per ció che non ci siamo detti,

per i nostri silenzi.

 

Il rimpianto é forse il sentimento che piú vive in ognuno di noi. Forse perché ci fa compagnia nella nostra solitudine.

 

Di Gustavo De Rose, Massimo presenta questa poesia intitolata

Il Ricordo.

 

Roberto presenta una sua poesia intitolata Maremma.

 

Il rimpianto per un fratello morto é il tema di questa poesia di Attilio Bertolucci intitolata Al Fratello, presentata da Silvana.

 

 

Un giorno amaro l’infinita cerchia

dei colli

veste di luce declinante.

E giá trabocca sulla pianura

un autunno di foglie.

Piú freddi ora dispiega i suoi vessilli

d’ombra il tramonto.

Un chiaro lume nasce

dove tu dolce manchi

all’antica abitudine serale.

 

Non sempre la solitudine é motivo di tristezza. Qualche volta ci consente di guardare in noi stessi per interrogarci, per cercare di capirci, anche se alla fine non é che ne usciamo molto bene.

La Nuvoletta di Pino Ferrara.

 

Quando son stanco per non piú pensare

le nuvolette con la sigaretta

mi metto a fare.

Oscillo il braccio lento, in alto, in basso,

quel tanto perché il fumo sia lanciato

in forma tonda come un circoletto

che dal compasso sembra disegnato.

Si alza, si trasforma,si rigira,

cambia colore ed ora anche la forma.

Sale piú in alto, adesso piú s’accresce,

ecco... lo guardo, come prima torna.

Mi sembra tanto bello che la mano

gli s’avvicina e tu non te ne avvedi.

Stai per averlo…nulla!

E’ fumo, non lo prendi, é tutto nulla!

Ripeti ancora e fai una nuvoletta

che come prima va lenta, negletta.

Fai come prima, ancora averla vuoi:

ma non riesci, sono i sogni tuoi!

 

Il trascorrere del tempo é un altro motivo per interrogarsi, per ricordare, per trarre conclusioni.

Di Salvatore Quasimodo, Silvana presenta una delle piú brevi, ma anche piú intensa lirica: Ed é Subito Sera.

 

Ognuno sta solo

Sul cuor della terra

Trafitto da un raggio di sole

Ed é subito sera.

 

La speranza é il sentimento che piú di ogni altro ci sorregge e ci aiuta a continuare. Anche quando il sole tramonta, c’é sempre qualcuno che si cura di noi.

Nel segno della speranza Massimo ci presenta questa poesia di  Totó intitolata A Cunsegna.

 

A sera quanno ‘o sole se nne trase

E da’ cunzegna a luna p’a nuttata

Lie dice dinto ‘a recchia: I’ vaco a’ casa

T’arraccumanno tutt’e ‘nnammurate.

 

Questa serata, é stato detto, si inserisce nel programma della mostra In Difesa della Lingua Italiana, al cui allestimento ha contribuito anche la L.U.E.F. – Libera Universitá Europea di Firenze, e sono state  fin qui lette poesie di autori contemporanei.

Per chiudere desideriamo presentare una poesia di  Lorenzo de' Medici, che non ha nulla a che vedere con il ‘900. Ma Lorenzo de Medici é stato uno dei piú colti poeti e letterati italiani di tutti i tempi e ció ben si attaglia alla difesa della nostra lingua.

Ne La Canzone di Bacco egli fa sfoggio di questa sua erudizione, citando nomi, fatti e situazioni che sottolineano la sua cultura ed il suo amore per la nostra lingua.

Allo stesso tempo questa poesia é un vero inno alla speranza ed anche un suggerimento a prendere la vita nel miglior modo possibile.

Canzone di Bacco, presentata da tutto il Gruppo.