teatro e letteratura Italiana a Londra dal 1998

 

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"..Vampiro Compreso", l'ultimo lavoro teatrale del Gruppo Escape in Art.

"dopotutto" organizza un'altra serata di poesia italiana a Londra, il 16 dicembre 2011 presso il Poetry Cafe', dettagli sulla prima pagina, sezione Concorsi Letterari. quì in basso!

L'ItaloEuropeo

an independent cultural magazine in London

Escape in Art: Italian Theatre in London

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London : For the Italian Community in London, it is now a tradition that every last week end in November there is the yearly date with the play by the group Escape in Art. This year the date slipped to February, but as usual the audience filled the seats at the London Oratory Arts Centre, to enjoy an evening with a very funny play by Gian Carlo Pardini called” Vampiro Compreso”(vampire included).

Pino Ferrara, one of the founders of the group “Escape in Art” has directed most of the plays, acting as well in some of them, but for this year he left these tasks to Antonio Silvestri, a very talented actor who has been in many plays of this group of volunteers where Artis the main reason of existence.

All the participants of Escape in Art are amateurs, but they act with a passion and with a confidence that made them as close as professionals.

The purpose of these performances is to raise funds for the Department of Children Hepatology at the King’s College Hospital, and the audience is happy to contribute at this noble cause while having a great evening as well. Every year not only Italian people come to this awaited appointment, more and more people from other countries who learn Italian while living in London come to spend a nice evening with a play who reminds in style  one of Noel Coward’s classics with double entendres and misunderstandings that flow in hilarious situations.

For anyone who wants to join the group Escape in Art, it is possible to contact them for auditions, reminding that theatre is not the only activity of this group, where Art play the most important part, so poetry, photography, literature and literature competitions.
 

L'ItaloEuropeo

IN SCENA A LONDRA ‘I VAMPIRI’ CHE FUGGONO DALLA VITA PER AMORE DEL TEATRO

 

di Emanuela Muzzo

 

Londra - Il vampiro non si vede ma c’è. Soprattutto quando si parla di soldi: può essere un’enorme e simbolica statua macabra nel giardino di una ricca defunta, oppure può identificarsi nel falso marito che in sintonia con i nipoti organizza una messa in scena per afferrare l’assegno vitalizio della morta e ingannare un banchiere un po’ tonto e bigotto, ma onestissimo e ligio al dovere. “Vampiro compreso” è la commedia paradossale in scena a Londra dove, di questi tempi tutto si pensa dei banchieri meno che siano ingenui, onesti e ligi al dovere. Non a caso i personaggi ben delineati dall’autore Carlo Pardini conquistano la risata del pubblico, italiano che ha affollato il London Oratory Arts Centre per una commedia italiana e un po’ all’italiana: tratti semplici di maschere fisse calate in una dinamica dell’intreccio giocata sull’effetto del travestimento scenico premiato dalla regia di Antonio Silvestri e Pino Ferrara. La giostra gira attorno all’assegno da accaparrarsi, ovvero l’eredità della morta che a dir la verità era un’imbrogliona anche lei. La foto di famiglia che incornicia i ‘vampiri’ è pronta alla deformazione e il coup de théâtre è sempre dietro l’angolo. Il giovane nipote acquisito fa la sua parte di ‘imbroglione senza classe’ dedito al gioco e tiene la scena con parrucca, occhiali neri e fazzoletto in testa spacciandosi per la defunta perché solo lei può riscuotere l’assegno che permette alla ‘famigliola’ di continuare a vivere da parassiti. Basta poco: una firma falsa e via. Ma si sbaglia, firma con il suo nome invece di quello della defunta, il banchiere se ne accorge e la messa in scena ‘en travestì’ prosegue equivoco dopo equivoco con le silenziose entrate della cameriera, l’ingenuità del parroco che propone le statue dei santi in una casa dove regna il dio denaro, le irruzioni con spogliarello annesso, di un ex galeotto in cerca di soldi (perché quando si cercano i soldi si cercano anche nelle mutande) e la danza macabra di una ‘vampirona tetesca di Cermania’. L’enorme monumento al vampiro, che in scena non compare, alla fine ingloba la morta, i soldi per finire in un bordello in Germania: il sinistro monumento ha fatto colpo su una pornostar decisamente dark dall’accento enfaticamente tedesco che è poi la rivendicazione scenica dei vizi e delle privazioni dei protagonisti: il banchiere bigotto, il marito infedele, la coppia sessualmente frustrata. La compagnia Escape in Art, fondata e diretta da Pino Ferrara, è affiatata: teatro amatoriale di giovani che amano il teatro perché la scena esorcizza le loro esperienze di vita o magari gli permette di calarsi nei panni di qualche vampiro incontrato nelle diverse città d’Italia che hanno deciso di lasciare per Londra, scoprendo poi che i vampiri esistono anche lì. Antonio Silvestri, insegnante nella vita, marito infedele sulla scena: voce plasmabile capace di sfumature ironiche che ha conquistato anche il “giro teatrale inglese”; Laura Marziale, votata all’impegno umanitario nella realtà, dà sulla scena presenza e credibilità alla classica nipote avida, un’esilarante controparte per Daniele Cipollone che sulla scena mutua la sua agilità di insegnante di fitness in funambolico travestimento nei panni del nipote imbroglione. Attorno al trio dei protagonisti il dinamismo centrifugo del ‘caratteristi’: Stefania Uccheddu in scena è un inno all’esorcismo della sessualità repressa e uno sbeffeggio al timore di essere volgari: una voce dal talento instancabile, allenata nella vita dal canto e dallo studio del flauto; Michele Troiani banchiere nella vita e nella scena debutta regalando al pubblico una perfetta parodia iperbolica dell’impiegato complessato e ligio al dovere; Luigi Gnudi, medico impegnato nella vita, (lo scorso anno ha scalato il Kilimangiaro per raccogliere fondi per la Jouvenile Diabetes Research Foundation), in teatro i soldi invece li estorce e scuote il finale della commedia piombando in scena con una pistola. La compagnia amatoriale dà anche spazio a chi aspira ad essere attrice: al debutto Anka Pieniazek: polacca, vive a Londra e recita in italiano.

 

 

…. Vampiro compreso

 

di Ennio Falabella

 

Dal 3 al 5 febbraio alla comunità italiana di Londra è stata presentata a The London Oratory Arts Centre  la consueta  commedia  teatrale allestita dal Gruppo “ Escape in Art ”diretto da Pino Ferrara.

La dinamica del testo originale  della commedia rivela la mano del suo autore, Gian Carlo Pardini, abile nell’intrecciare situazioni impreviste e paradossali per affrontare attualità dei nostri tempi.

Quella portata sul palcoscenico dal Gruppo Escape in Art è stato questa volta, ahimé per l’italica gente, la distorta valenza, e visione, data alla sessualità.

Ma mettendo in scena un testo di Pardini, Pino Ferrara non aveva davvero pensato che al tenace imprevisto “ pardiniano ” avrebbe dovuto far fronte lui stesso.

La defezione improvvisa dell’attrice che avrebbe dovuto impersonare Isabella, che narrava ai suoi due nipoti le modalità della scomparsa del consorte, beneficiario di una lauta rendita vitalizia, ha costretto Pino Ferrara e, soprattutto  Antonio Silvestri, che della commedia ha curato la regia oltre ad interpretare il ruolo principale,  a ribaltare le parti della scena  ed ad introdurre un nuovo paradosso. A narrare l’incidente di percorso, causato dagli eccessi consumati nel talamo nuziale, non è così più la sopravvissuta, ma il sopravissuto.

Il pubblico maschile, perplesso all’inizio nel vedere sulla scena il contrario di quanto sin qui si pensava fosse stato storicamente e clinicamente accertato, si è via via rilassato nel constatare che l’eguaglianza dei sessi raggiunge,  per una volta, una nuova giustizia. Quello femminile, non avendo potuto riscontrare storicamente e clinicamente esempi di quella sorta, avrà forse pensato ai rischi forse sottaciuti da una scienza medica, pure lei, eroico–maschilista.

La trama del “…Vampiro compreso ” si incentra sulla difesa della rendita vitalizia assegnata alla defunta Isabella da un non meglio identificato magnate  messicano.

Il nipote Marcello, furfantello di mestiere, e sua moglie Giuditta, avvenente quanto svampita, con il sopravvissuto zio Lucio si ingegnano a far credere ancora in vita Isabella al funzionario bancario, Deferrandi, che deve consegnare per la sua prima volta al beneficiario l’assegno annuale.

Fuori scena, nel giardino della villa, aleggia la gigantesca statua cava del vampiro, alcova di spericolati  incontri sessuali degli zii e dei loro nipoti.

Mentre Marcello prende le vesti della defunta e la cameriera Olimpia, per contro, chiama il prete per i sacramenti, Deferrandi appena arrivato snocciola il suo perbenismo incentrato nel rifuggire dalle 3

“elle ” : licenziosità, libidine e lussuria. Per complicare ancor più le cose piomba come una meteora la pornostar Anna per acquistare la statua del vampiro per le sue esibizioni artistiche.

Nella serrata successione di colpi di scena, la defunta Isabella -  levata dal letto di morte e messa su una sedia a rotelle nel suo stato di morta- resuscitata -  dà campo alle visioni miracolistiche del prete ingenuo.   L’apparizione improvvisa del galeotto messicano Ramirez, truffato a suo tempo nella assegnazione della rendita, dà il sigillo ai molteplici imbrogli: lui incassa l’assegno per l’acquisto della statua del vampiro, al cui interno sono finiti nel frattempo sia quello della rendita vitalizia quanto la salma della defunta Isabella. Così, a nemesi di tanti raggiri, i due contenuti e il loro sinistro contenitore sono spediti dalla pornostar in Transilvania.

Antonio Silvestri si è disimpegnato con abilità nella regia di una riduzione teatrale con un colpo di scena, o paradosso, in più del preventivato. E con non facile propensione per la parte davvero si è  cimentato nelle vesti del marito, i cui ripetuti sforzi “ amorosi ” hanno portato a miglior vita la consorte.

Laura Marziale ha impersonato con leggerezza la giovane nipote, avvenente quanto grulla. Daniele Cipollone, sulla scena il furfantello nipote Marcello, nell’impersonare la zia Isabella di fronte al funzionario bancario è parso il lupo cattivo, che dopo aversi mangiato la nonna ed averne prese le sembianze, rispondeva alle domande dell’ingenuo Cappuccetto Rosso.

Anka Pieniazek e Michele Fiumara, nelle parti della cameriera Olimpia e del prete, hanno dato i tocchi più parossistici alla commedia, nelle vette dei loro assurdi interventi la zia Isabella risultava  “ancora una volta morta ”prima e due volte resuscitata poi.

Michele Troiani, nei panni funzionario bancario Deferrandi, con i suoi suoi tic e pallini, ha dato carne e sangue a quanto indicato nel secolo scorso dai migliori manuali svizzeri, e non solo, come modello di comportamento per burocrati di successo.

Stefania Uccheddu è stata prorompente e ironica nella parte della pornostar, mentre Luigi Gnudi si è cimentato con sapiente maestria nel linguaggio “ messicano “ del galeotto Ramirez, fra le tante battute ricordiamo, di fronte a Isabella, alias lupo cattivo:  “ tu es ringiovanita e rinvivita ” .

Marco Casparri ha curato con geometrico lindore la scenografia, Jack McGrane ha accompagnato sapientemente con luci e suoni la serrata azione ed Alessandra Gnudi ha organizzato con armonia una commedia non certo povera di paradossi e colpi scena.

 

Ennio Falabella                                                                                        Londra, 18 Febbraio 2011    

 

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