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Il potere è …suocera di Ennio Falabella Il tradizionale appuntamento con il teatro italiano del gruppo Escape in Art al London Oratory Arts Centre quest’anno Pino Ferrara ci ha dato ancora una variante delle sue molteplici chiavi di lettura dell’assurdo, coinvolgendo e divertendo il nutrito – e in gran parte pure fedele – pubblico con la riduzione di una commedia farsesca e densa di contenuti interpretativi, “ Il potere è ….suocera. ” Singolarmente la riduzione teatrale di Pino Ferrara è stata tagliata su un’opera di un autore–regista contraddistintosi per una sorta di un anarchico eclettismo, Aldo Lo Castro, che dopo aver portato in scena Ionesco, Beckett e Pirandello ha saputo anche svariare in gustosi divertissements, come “ Il potere è … suocera.” Avendo già affrontato nel passato argomenti di intensi contenuti sociali quest’anno Pino Ferrara ha anticipato con raro intuito la scelta dell’opera per la sua riduzione teatrale. In questi ultimi tempi il pubblico ha già potuto sperimentare quali fossero le reali assurdità delle abnormi esplosioni ed implosioni finanziarie e sente la necessità di estraniarsi quasi ad esorcizzare le conseguenze di questo assurdo imprevisto che l’attende indistinto appena fuori dalla sala. La trama della commedia è leggera e, per qualche variante introdotta, per certi versi anche originale: Enrico, di professione commediografo, sarebbe un uomo felicemente sposato, se non fosse vessato dalla presenza asfissiante della suocera Vincenzina Cardaci, dalla quale dipende la serenità sua e della consorte. Nel solco della tradizionale commedia dell’arte abbiamo assistito ad una rivisitazione nostrana del teatro di Feydeau con i suoi moltemplici ingredienti: l’irriducibile incomprensione fra uomo e donna, amici infedeli, uomini anziani circuiti da donne giovani e disinvolte, cinici falliti e, nuova figura di rilievo, appunto, la suocera. Questo personaggio, notorio emblema della vita patriarcale – sarebbe meglio dire matriarcale – della società italiana fino ad una generazione fa, disarticola e articola matrimoni e, imprevidibilmente, crea anche nuovi legami familiari d’ardua definizione. La commedia ha avvinto dalle prime battute il pubblico che appalaudito all’epilogo a lungo il gruppo di Escape in Art. In prima linea Antonio Silvestri con la sua esplosiva passionalità ha dato anima e sangue alle vicissitudini del personaggio dell’angariato padrone di casa, che buona parte del pubblico ha sentito, a giudicare dagli applausi tributatigli, forse anche come proprie. La bravissima Silvana Camilletti, fiore all’occhiello del teatro di Pino Ferrara, pur in un ruolo per lei insolito e forse lontano dalle sue corde, ha saputo avvolgersi con tignosa malignità nei panni della temutissima suocera. Bianca Santi e Stefania Uccheddu hanno dato interpretato gli aspetti antitetici del ruolo delle due mogli del padrone di casa, esasperandone con disinvoltura vizi e virtù. Luigi Gnudi, nel ruolo dell’amico ambiguo, e Roberto Chirici, in quello dello zio cinico ma non troppo, hanno contribuito a dare profilo e sfondo al travolgente Antonio Silvestri. Laura Marziale, nel ruolo della cameriera, ha allentato la tensione delle varie tragicomiche situazioni svolazzando sul palcoscenico fra mossette e mossettine. Infine Pino Ferrara, come suocero del protagonista, ha chiuso il cerchio delle apparizioni in scena, quasi ad imprimere con la propria presenza il sigillo alla regia. La scenografia elegante ed essenziale di Marco Gasparri ha dato vitalità e sfondo all’intrecciarsi delle azioni. Le luci e le musiche di Mauro Campana hanno scandito i tempi dei colpi di scena e dei ribaltamenti delle parti. Sicuramente abbiamo assistito ad una delle migliori riduzioni presentateci da Pino Ferrara, dai contenuti sì leggeri, ma avvolgente e calibrata sulle qualità degli attori che con abile brio hanno intessuto una sapiente interpretazione corale. Ora non ci resta che attendere quale nuovo taglio del teatro dell’assurdo darà il prossimo anno il Gruppo di Escape in Art.
Il potere e’ … suocera dall’inviata Monica Costa (monica.costa@gmail.com) Sulle note della canzone romagnola “E questa e’ casa mia, e qui comando io” comincia Il potere e’… suocera, che e’ forse la miglior commedia messa in scena dal gruppo teatrale Escape in Art che si riconferma compagnia campione di risate all’italiana sul territorio inglese. Il teatro del London Oratory Art Centre di Fulham era gremitissimo in tutte e tre le serate (27-28-29 Novembre) e le risate non si sono sprecate, anzi si sono viste anche parecchie lacrime (per le troppe risate, ovviamente). Il potere e’… suocera é il libero adattamento della commedia comica in due atti D…come Donna, Danno… Divorzio del noto autore catanese Aldo Lo Castro, fatto da Pino Ferrara, che ha curato anche la regia e questa volta ha anche recitato un ruolo importante nella storia. La tematica della commedia e quanto mai attuale e situazioni come quella presentata dalla commedia si vivono certamente dappertutto, anche se magari con meno intrigo teatrale e con finali meno drastici. Enrico, di professione commediografo, sarebbe un uomo felicemente sposato a Diana, se non fosse per la presenza assidua ed asfissiante della suocera Vincenzina Cardaci, dal passato dubbio e di cultura limitata, attorno a cui ruota l’intera vita sentimentale e quotidiana della coppia. Vincenzina e’ determinata a vivere con la figlia ad ogni costo e ad assicurarsi una vita decente, ben diversa da quella che aveva avuto lei da giovane. Per ottenere il suo scopo sfrutta la bellezza di Diana, di cui tutti gli uomini si innamorano a prima vista. Gli sperperi finanziari fatti da Diana e da sua madre fanno prendere ad Enrico la decisione di vendere la casa dove abitano. Fatto questo che, dopo una serie di litigi, porta Vincenzina a chiedere il divorzio in nome della figlia. Nella bagarre che ne segue vengono coinvolti Massimo, amico d’infanzia di Enrico, palesemente innamorato di Diana, ma anche molto occupato dalla sua attività di esportatore, e lo zio di Enrico - Angelo - un maresciallo-detective, che vede tradimenti dappertutto. Lo zio “Gelo” si innamora a prima vista di Diana, e, dato che lei sta lasciando il tetto coniugale, la invita ad andare a vivere con lui, cosa che l’opportunista Vincenzina accetta con entusiasmo. Enrico vende la sua casa a Giovanni, un salumiere benestante e di questi sposa la figlia Gabriella. La sua vita ora potrebbe trascorrere tranquilla e con ottime soddisfazioni professionali, se non fosse per il fatto che Diana, dopo aver piantato Angelo, non si fosse risposata proprio con Giovanni il salumiere, suocero di Enrico; per cui questi si trova di nuovo in casa la ex suocera, la ex moglie ora anche sua suocera, un suocero innamorato ed uno zio depresso per la fine della sua avventura con Diana. Chi potrà salvarlo da tante disgrazie? E che fine ha fatto l’amico Massimo? Con un ritmo sempre più serrato e tra situazioni esilaranti al limite del paradosso, la commedia si avvia verso un finale a sorpresa, che viene lasciato allo spettatore. Come sempre l’interpretazione degli attori che si definiscono ‘amatori’ e’ molto piu’ che amatoriale, dal momento che l’esperienza acquisita da tanti anni di lavoro insieme – la compagnia e’ nata dieci anni fa - gli ha fatto raggiungere lo status di professionisti. La parte del protagonista ormai da anni e’ lasciata ad Antonio Silvestri, che essendo di origine napoletana, non manca di avere una naturale verve. Il suo talento e’ stato scoperto anche dai produttori del West End proprio in occasione di una di queste commedie. Nonostante il suo ingaggio professionale nei teatri inglesi, Antonio continua a recitare col gruppo che lo ha lanciato. Gli e’ stata, come sempre alla pari la bravissima Silvana Camilletti nel ruolo di suocera manipolatrice di vite umane, alle prese con un intreccio complicatissimo ma proprio per questo esilarante. Conosciamo ormai la Camilletti come attrice brillante e questo ruolo ancora una volta le si addice perfettamente. Bianca Santi nella parte di Diana, la prima moglie ammagliatrice, bella senz’anima, e’ molto convincente. Da quest’anno troviamo nuovi attori che hanno saputo insersi perfettamente nel cast ormai affiatato di Escape in Art dando vita, con efficacia, a ruoli perfettamente credibili: Laura Marziale nella parte di cameriera petulante, Roberto Chirici, nel ruolo dello zio Angelo (“Gelo” per Diana di cui si e’ innamorato) cercatore di corna e Stefania Uccheddu nel ruolo della moglie innamorata e protettrice. Immancabile e calibratissimo, con la sua aria trasognata e innamorata ritroviamo Luigi Gnudi nella parte dell’amico esportatore. Degno di menzione sono la scenografia di Marco Casparri e la musica di Mauro Campana, ormai veterani delle commedie del Gruppo. La compagnia di Escape in Art si e’ consolidata dopo anni di lavoro insieme e l’affiatamento tra gli attori e’ percepibile anche al pubblico. Il divertimento degli attori durante la recitazione e’ travolgente. Insomma un vero successo per il talento teatrale italiano che non ha nulla da invidiare agli spettacoli del West End, come forse ci confermebbe anche Antonio Silvestri. Come ogni anno tutti i proventi dello spettacolo del Gruppo Escape in Art saranno devoluti in beneficenza a favore dei bambini malati di fegato che vengono ricoverati presso il King’s College Hospital di Londra, nel reparto di epatologia infantile diretto dalla Dott.ssa Giorgina Vergani.Escape in Art organizza vari eventi letterari e teatrali nel corso dell’anno, che attirano l’attenzione dei migliori talenti italiani residenti Gran Bretagna ed in altri Paesi del mondo. Per ulteriori informazioni sulle attivita’ del Gruppo, visitate il sito www.escapeinart.com
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